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Le mie radici in cucina

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Ogni piatto che preparo è la tappa di un viaggio che parte dalle radici della mia infanzia, attraversa il territorio e continua nella ricerca di una cucina autentica, consapevole e in continua evoluzione.

Mi chiamo Nadia e cucino da sempre. Ho iniziato da bambina, in piedi su una sedia per arrivare ai fornelli.

Sono cresciuta in una famiglia contadina; nonna Zelinda mi ha insegnato a riconoscere le erbe spontanee, mentre a mio nonno Giovanni devo l’amore per la terra. Quando ero ancora troppo piccola per lavorare nei campi, il mio compito era preparare il pranzo. In cucina arrivava quello che offrivano l’orto e il pollaio, seguendo il ritmo della natura. È lì che si è formato il mio modo di cucinare: essenziale, sincero, guidato dal rispetto degli ingredienti e del loro tempo.

La mia terra è la Valtiberina, terra di confine tra Toscana, Umbria, Marche ed Emilia-Romagna. Un luogo dove sapori, tradizioni e culture si fondono da sempre. Qui ho imparato che la cucina custodisce un’identità, ma vive anche di incontri, contaminazioni ed evoluzione.

Il cibo è il filo che unisce i miei ricordi. Piatti semplici, nati dalla necessità e preparati con quello che c’era, ma capaci di nutrire, confortare e riunire la famiglia attorno alla tavola. È in quella cultura della semplicità, del “fare bene con poco”, che affondano le radici della mia cucina. Poi da ragazza ho scelto un’altra strada. Ho studiato, cambiato città e lavoro, convinta che il mio futuro fosse diverso e altrove. Eppure, ovunque andassi, sentivo che mancava qualcosa. Così sono tornata alle mie radici in cucina. O forse è stata la cucina a ritrovare me.

Oggi ogni piatto racconta questo percorso: la memoria da cui nasce, la terra che lo ispira e la curiosità che mi spinge a continuare a cercare. Per me la tradizione non è qualcosa da conservare immobile, ma una radice da cui partire, da interpretare con sensibilità e libertà, lasciando spazio all’evoluzione senza perdere il legame con ciò che conta davvero. Per questo continuo a cucinare come ho imparato da bambina: con rispetto per la terra, cura per le persone e gratitudine per ciò che mi è stato insegnato. Perché ogni piatto porta con sé qualcosa di chi lo prepara e della terra da cui nasce. Forse è proprio questo, per me, cucinare: custodire una memoria e darle ogni volta una nuova forma.